Solvency II potrebbe creare problemi alle compagnie assicurative italiane?

Solvency II potrebbe creare imprevisti problemi alle compagnie assicurative italiane, almeno stando a quanto affermato da Carlo Cimbri durante il congresso di Legacoop, quando ha ricordato che in futuro potrebbe diventare molto più difficile investire in titoli di stato.

Solvency II entrerà in vigore soltanto nel 2016, ma già da tempo è al centro di una serie di indiscrezioni e valutazioni da parte del mondo finanziario continentale. Proprio per verificare la capacità di reggere all'introduzione della nuova disciplina da parte delle compagnie di assicurazione europee, si sono infatti svolti di recente gli stress test condotti dall'Eiopa, l'authority che presiede allo svolgimento delle attività del settore sul vecchio continente. Stress test che hanno dato risultati abbastanza spiazzanti, con una compagnia su sette fuori dagli standard minimi richiesti e le piccole compagnie tedesche in pratica tagliate fuori e praticamente impossibilitate a rientrare in gioco in vista del 2016, soprattutto a causa dello sbilanciamento causato dai rendimenti minimi garantiti per le polizze vita. Risultati che hanno spinto gli operatori della City a scommettere su una pesante ridefinizione degli assetti aziendali in vista della data fatidica in cui il nuovo regolamento diventerà operativo, con una serie di fusioni e acquisizioni che dovrebbero rendere più forte e, soprattutto, coeso il settore assicurativo.

Solvency II potrebbe creare problemi alle assicurazioni italiane

(Solvency II potrebbe creare problemi alle assicurazioni italiane)

Per quanto concerne l'Italia, il nostro paese sembra essere uscito abbastanza bene dagli stress test di Eiopa. Anche se i risultati ufficiali non sono mai stati resi noti, sembra che le compagnie assicurative tricolori abbiano retto bene di fronte ai severi standard di Solvency II, superando l'esame se non a piani voti, perlomeno con la sufficienza piena. Fanno fede in proposito le reazioni dell'Ania, l'associazione che raggruppa il mondo assicurativo italiano, dalla quale è trapelata non poca soddisfazione per il modo in cui le nostre assicurazioni avrebbero retto al test. Una soddisfazione poi rafforzata dai giudizi positivi di Standard & Poor's sul futuro del ramo danni in Italia, nonostante le ombre lasciate da una Legge di Stabilità che sembra fatta apposta per tarpare le ali alle polizze vita, dopo un 2014 che le ha viste in grande espansione.
Ora, però, sembra arrivato il momento di fare il punto sullo stato del settore in vista dell'entrata in vigore di Solvency II, e a farlo è stato in particolare il Congresso nazionale di Legacoop, al quale è intervenuto anche Carlo Cimbri. Nel corso del suo intervento, il Ceo di Ugf e UnipolSai ha messo in evidenza come i buoni risultati degli stress test non mettano il mondo assicurativo italiano al riparo da eventuali tempeste. Problemi di grossa portata, ad esempio, potrebbero derivare in particolare dall'introduzione di parametri sul capitale legati alle differenze di rischio dei singoli paesi, i quali potrebbero rendere molto più complicato per le nostre imprese l'investimento in titoli di stato. Una eventualità che potrebbe costringere le compagnie italiane a diversificare il proprio portafogli ricomponendolo, operazione che potrebbe però comportare più di una difficoltà. Anche dall'intervento di Cimbri, sembra dunque che Solvency II potrebbe rivelarsi uno scoglio molto più duro del previsto.

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Dott. Dario Marchetti