Un utente su cinque cambia Rc auto

In Italia quasi un utente ogni cinque decide di cambiare la propria Rc auto, come attesta una indagine compiuta dal Sole 24 Ore in relazione allo switching nel nostro paese, che vede proprio le assicurazioni automobilistiche al secondo posto, alle spalle della telefonia mobile.

Nel corso del 2013 il 17% degli italiani ha deciso di cambiare la propria assicurazione. Si tratta in effetti di una percentuale abbastanza elevata tale da portare il settore in questione al secondo posto nella speciale classifica relativa al numero di switching, ovvero il passaggio da un operatore all'altro. Una classifica guidata dalla telefonia mobile, la quale vede un 18% di utenti procedere nella stessa direzione.
A rivelarlo è stata una indagine compiuta da Il sole 24 Ore, che ha spiegato anche come il risultato sia derivante soprattutto dalla estrema facilità con cui è possibile accedere ai comparatori online al fine di confrontare e scegliere in pochi attimi le polizze Rc auto più convenienti. Altro fattore considerato molto importante è quello riguardante l'abolizione del tacito rinnovo, entrato in vigore dal mese di gennaio del 2013, rendendo molto più semplice la procedura per il cambio della propria assicurazione. Un dato, quest'ultimo che conferma come sia spesso proprio la farraginosità delle procedure a impedire una reale concorrenze sui mercati tra gli operatori, su cui si dovrebbe aprire una salutare riflessione.

Quasi un italiano su 5 cambia la propria Rc auto ogni anno

(Quasi un italiano su 5 cambia la propria Rc auto ogni anno)


Va anche rilevato come la percentuale di switching nei settori delle assicurazioni e della telefonia mobile sia di gran lunga superiore alla media nazionale, attestatasi nel corso dello stesso 2013 al 10%. In pratica solo un consumatore italiano su dieci ricorre al cambio del proprio fornitore di servizi, percentuale che viene quasi raddoppiata nei settori in questione. Lo switching più basso in assoluto riguarda le utenze elettriche, ove il tasso di passaggio risulta appena del 3,8%, due punti sotto quelle del gas (5,8%), mentre la telefonia fissa fa registrare un tasso di infedeltà del 7% e i conti correnti l'8%. Un discorso a parte meritano i mutui, che se nel corso del 2013 si sono fermati al 15%, vedono le stime per l'anno in corso correre verso il 25-27%, un risultato che viene spinto soprattutto dalla forte discesa dei tassi di interesse, tali da incoraggiare molti mutuatari a chiedere la surroga. Va comunque ricordato come le percentuali italiane non si discostino in maniera significativa rispetto a quelle degli altri paesi dell'Unione Europea.Gli esperti commentano questi dati ricordando come essi siano il portato dei diversi vincoli contrattuali e della trasparenza delle procedure adottate, che vanno ad aggiungersi naturalmente alla effettiva convenienza del cambio. Basti pensare al riguardo che affidarsi ad un comparatore per scegliere la propria polizza Rc auto, può comportare un risparmio nell'ordine dei 500 euro. Livelli del tutto sconosciuti in settori come quello dell'energia elettrica o del gas in quanto gli oneri di sistema, che sono fissi, vanno a gravare sulla bolletta in una percentuale del 50% sul costo totale. Altro elemento da non sottovalutare, in questo secondo caso, è proprio relativo al fatto che per una larga percentuale di nostri connazionali la lettura delle bollette presenta ancora gravi difficoltà, fattore tale da rendere difficili i confronti.

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Dott. Dario Marchetti