Rc auto: cos'è e come funziona il bonus protetto

Per risparmiare sulla polizza Rc auto si può ricorrere al bonus protetto, che può essere richiesto alla compagnia da quegli automobilisti che abbiano già provveduto a dimostrare affidabilità trovandosi almeno in quarta classe di merito e non facendo incidenti negli ultimi anni.

Tra i motivi che portano il premio assicurativo a salire, oltre naturalmente ai rincari annuali a cui sono soggette le polizze, è il verificarsi di un sinistro con responsabilità, evento che comporta generalmente la discesa a una classe inferiore da parte dell'assicurato, con relativo aumento dell'assicurazione per un determinato periodo. Una eventualità che può però essere evitata grazie alla possibilità di selezionare una particolare clausola, il bonus protetto.
Si tratta di una garanzia accessoria che consente il mantenenimento della propria classe di merito anche in caso di incidente, riservata a quei guidatori che abbiano dimostrato la loro affidabilità nel corso degli anni, una sorta di accordo con la propria compagnia assicurativa che può essere attivata al momento del rinnovo del contratto, previo pagamento di una cifra aggiuntiva di poche decine di euro.
Naturalmente il vantaggio è reciproco, poiché la compagnia mantiene il cliente, mentre quest'ultimo evita il rischio di vedere il suo premio salire di nuovo nel caso di un incidente di cui si sia reso responsabile con il classico meccanismo del Bonus-Malus. Va infatti ricordato che in questa evenienza, cambia comunque la classe di merito universale, mentre resta immutata solo quella che si ha nella propria compagnia.

Il bonus protetto consente di risparmiare

(Il bonus protetto consente di risparmiare in caso di incidente causato)

Una precisazione molto importante, quest'ultima, in quanto ne consegue che ove si decida di cambiare la compagnia, il privilegio ottenuto con il bonus protetto viene automaticamente a decadere. Come si può comprendere si tratta di un meccanismo a doppio taglio, in quanto se da un lato consente di far fronte ad eventuali imprevisti, dall'altro rischia di legarci troppo alla compagnia assicurativa, senza cercare possibili e meno costose alternative. 
Va anche ricordato come si tratti di una possibilità cui possono accedere soltanto alcune categorie di utenti. In linea generale le assicurazioni la prevedono solo per chi faccia parte di una classe di merito non più alta della quarta e non abbia causato incidenti dei due anni precedenti alla richiesta. Insomma, si tratta in definitiva di un modo di abbattere il premio assicurativo che va attentamente valutato in base al grado di soddisfazione verso la propria compagnia. Ove già si abbia deciso di cercarne un'altra, per motivi legati ai servizi offerti o tariffari, sarà il caso di attendere che il passaggio sia avvenuto. Inoltre va considerato che proprio il fatto di essere riservato a guidatori che non abbiano provocato sinistri negli ultimi anni e già entrati in una classe di merito bassa, renda questa possibilità spesso pleonastica, trattandosi con tutta evidenza di utenti della strada disciplinati. Allo stesso tempo andrebbe considerato che un imprevisto alla guida del proprio autoveicolo può sempre verificarsi e che l'esborso di poche decine di euro aggiuntivi può tradursi in un vantaggio da non sottovalutare. Il tutto, magari, in attesa di una politica tariffaria che veda le compagnie decidersi ad applicare anche al nostro paese prezzi di livello europeo.

Dott. Dario Marchetti