Rc auto a consumo, una alternativa per chi non usa molto la propria macchina
Ormai guidare la macchina, nel nostro paese, è diventato un vero e proprio lusso. Quello che decenni addietro era considerato un sogno di libertà, con il passare del tempo si va rivelando invece un incubo capace di divorare buona parte delle risorse familiari e di incidere in maniera estremamente significativa sui nostri bilanci. A rendere tale l'auto è il combinato disposto creato dalle spese relative all'uso e alla manutenzione del veicolo, con il costo dei carburanti sempre su livelli proibitivi, e quelle derivanti dalla necessità di dotarsi di un contrassegno assicurativo in grado di mettere al riparo dalle infauste conseguenze di un possibile incidente. Proprio la Rc auto è ormai un vero e proprio caso, sul quale si scontrano giorno dopo giorno gli interessi contrastanti di categorie come le compagnie assicurative, i carrozzieri e i consumatori. Una vera e propria battaglia campale la quale ha infine spinto partiti politici e governo a cercare di farsi carico del problema, con una serie di iniziative dal segno contrastante e che dovranno essere poste al vaglio di un Parlamento in cui spesso il lavoro delle lobby fa sentire i suoi perversi effetti ai danni dei consumatori.

(La Rc auto a consumo può essere la soluzione ideale per chi guida poco)
Per ovviare al problema degli esorbitanti costi delle Rc auto, anche nel nostro paese si va facendo largo la soluzione rappresentata dalla cosiddetta polizza a consumo. Questa formula, infatti, consente al guidatore di pagare solo in base all'effettivo utilizzo della propria autovettura. Composta da una quota fissa e una variabile, la polizza a consumo consente di godere di tutti i vantaggi della formula bonus/malus, oltre a garantire soccorso d'emergenza nel caso di un impatto violento, assistenza stradale in quello di guasto al veicolo, immediata localizzazione in caso di furto e eventuali coperture accessorie, come incendio e furto. Per quanto riguarda la spesa effettiva, solitamente le compagnie fanno pagare una quota fissa corrispondente alla metà circa del premio normale, cui va poi aggiunta la quota variabile trimestrale ove eccedente. Al secondo anno, il premio fisso diventa assolutamente trascurabile (basti pensare che nel caso di Allianz si paga solo 9,95 euro), pagando i chilometri effettivamente percorsi ogni tre mesi, i quali vengono conteggiati con assoluta precisione grazie all'installazione di un impianto satellitare sul proprio autoveicolo. Come si può facilmente comprendere, si tratta quindi di una formula che è ideata appositamente per chi usa poco la propria macchina e potrebbe quindi decidere di non stipulare più la polizza, abbandonando la guida o reclutandosi nel vero e proprio esercito di utenti che circolano ormai sulle strade peninsulari senza copertura assicurativa. Una formula molto vantaggiosa e tale da costituire una vera soluzione per chi usa la macchina solo per occasioni particolari e in maniera responsabile, da prendere quindi in considerazione per abbattere sensibilmente le tariffe ormai proibitive delle Rc auto, schizzate in Italia a livelli insostenibili.