Le auto storiche a meno di 30 anni dall'immatricolazione dovranno ricominciare a pagare il bollo

Nella nuova legge di Stabilità è presente un DDL che vuole reinserire la norma per la quale le automobili di valore storico immatricolate da meno di 30 anni dovranno ricominciare a pagare il bollo.

Nascosta all'interno della nuova legge di Stabilità vi è anche una norma riguardante il pagamento del bollo da parte delle auto storiche, il governo ha, infatti, inserito nella legge un DDL che mira ad abrogare i comma 2 e 3 della legge 342/2000 che nel 2000 aveva esteso le agevolazioni fiscali riguardanti il bollo ai veicoli  immatricolati da più di 20 e con un particolare valore storico. Abrogando, quindi, questi due comma, le norme riguardanti il pagamento del bollo vengono riportate a com'erano prima del 2000 e ciò comporterà che tutte le automobili storiche, immatricolate da meno di 30 anni, dovranno ricominciare a pagare il bollo normalmente, invece degli attuali 25 euro.

Bad Voeslau Old Timers Car Rally
(Foto auto d'epoca by Flickr)

Cos'è un'auto storica

Prima di tutto non bisogna confondere le auto storiche con le auto d'epoca: le auto d'epoca sono auto che non possono normalmente circolare, ma lo possono fare solo in occasione di raduni e fiere, inoltre, per essere considerate tali devono essere registrate al Centro Storico del Dipartimento per i trasporti terrestri (DTT); le auto storiche, invece, sono auto che presentando normali requisiti di sicurezza e buone condizioni di manutenzione possono circolare su strada, sono state immatricolate da più di venti anni e sono iscritte al Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Tuttavia non sbagliamoci, non basta che un'auto abbia più di 20 anni per essere considerata storica, ma deve anche essere iscritta a uno dei seguenti registri:
•         Storico FMI
•         Italiano FIAT
•         Italiano Alfa Romeo
•         Storico Lancia
•         Registro ASI

Motivazioni della legge

Le motivazioni che esistono dietro il ristabilimento dell'obbligo per le auto storiche  con meno di 30 anni di età di pagare il bollo sono varie: prima fa tutte, ovviamente, il gettito di denaro che entrerebbe nelle casse dello Stato nel momento in cui venisse approvato il DDL, che sarebbe pari a circa 56 milioni di euro. Una seconda motivazione è che si toglierebbero dalle strade macchine che, in quanto vecchie, hanno problemi di sicurezza e sono particolarmente inquinanti e hanno solo un vago interesse storico. In ultimo, ma non meno rilevante, per la tendenza, che si era sviluppata negli ultimi anni, di usare auto immatricolate da più di trenta anni, ma senza un reale valore storico solo per non pagare il bollo ed avere gli altri incentivi fiscali connessi.

Motivazioni contro l'approvazione della legge

Contro la legge si è schierato ASI (Automotoclub Storico Italiano), sostenendo che molte delle persone che attualmente usano un'auto storica la rottamerebbero nel caso in cui dovessero tornare a pagare il bollo e questo causerebbe una grave perdita, sia a livello di patrimonio storico, sia a livello economico, in quanto ci sarebbero nette diminuzioni delle entrate derivanti dal mercato della vendita, dei ricambi e della riparazione delle auto storiche.

Secondo le stime dell'ASI, infatti, solo 50 mila automobilisti deciderebbero di non rottamare le loro auto storiche nel momento in cui dovessero tornare a pagare il bollo con un'entrata per lo Stato di solo 7,5 milioni di euro contro i 56 milioni previsti dall'Erario.

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Dott.ssa Simona Ferrazza