Sinistri Rc auto, la mappa del rischio incidenti: Rapporto ACI-Istat

Il Rapporto ACI-Istat rivela che le cause di incidenti sulle strade extraurbane sono legate alla distrazione con a seguire la velocità ed il mancato rispetto della distanza di sicurezza. Ma occorre continuare ad intensificare gli sforzi anche dal lato dell'educazione stradale.

Nel 2013 in Italia sono diminuiti non solo i sinistri Rc auto, ma anche gli incidenti che hanno coinvolto i mezzi a due ruote. Questo è quanto è emerso, tra l'altro, dai dati che sono stati forniti dall'Automobile Club d'Italia (ACI) e dall'Istituto nazionale di statistica (Istat) che sono incoraggianti ma comunque ancora lontani dai livelli di incidentalità, decisamente più bassi, che si registrano negli altri Paesi europei. Nel dettaglio in Italia c'è stata nel 2013:

  • Una diminuzione degli incidenti stradali del 10%. 
  • Una diminuzione del 9,8% del numero dei morti.
  • Una diminuzione del 3,5% per quel che riguarda il numero dei feriti.

Il Rapporto ACI-Istat rivela anche che le cause di incidenti sulle strade extraurbane sono prevalentemente legate alla distrazione con a seguire la velocità ed il mancato rispetto della distanza di sicurezza. Sulle strade urbane invece è maggiore causa di incidenti il mancato rispetto delle regole sulla precedenza e dei semafori, e poi a seguire la distrazione e la velocità. Queste invece sono le quattro città che presentano l'indice di mortalità più alto quando si verificano in strada incidenti tra veicoli:

  • Catania
  • Torino
  • Trieste
  • Napoli

Mentre le fasce d'età più a rischio per quel che riguarda gli incidenti sono due: la fascia dai 20 ai 24 anni, e la fascia d'età che è compresa tra i 40 ed i 44 anni. Angelo Sticchi Damiani, il presidente dell'Automobile Club d'Italia (ACI), ha dichiarato che dai dati 2013 sugli incidenti emerge come la sicurezza stradale stia migliorando grazie soprattutto ad una maggiore consapevolezza da parte dei conducenti. Ragion per cui secondo il presidente dell'ACI occorre continuare ad intensificare gli sforzi dal lato della formazione e della sensibilizzazione per quel che riguarda l'educazione stradale.  

Rispetto al 2012 in Italia lo scorso anno sono state infatti ben 368 le vite umane risparmiate a fronte di un calo a due cifre per quel che riguarda gli incidenti mortali che hanno portato al decesso di motociclisti e di ciclisti. Le iniziative legate all'educazione stradale stanno quindi generando nel nostro Paese gli effetti sperati anche se è importante coniugare il tutto con l'azione preventiva.

L'incidente d'auto oltre che essere un fatto spiacevole può inoltre spesso portare anche a delle controversie con la compagnia assicurativa. Prima di decidere di intraprendere la via giudiziaria si può in questi casi optare però per la risoluzione delle controversie attraverso lo strumento della conciliazione paritetica.

Questo è quanto raccomanda in particolare l'Adiconsum che al riguardo ha sottoscritto la procedura di conciliazione paritetica sui sinistri stradali direttamente con l'Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (Ania). La conciliazione paritetica, in particolare, è accessibile nei seguenti quattro casi: 

  1. L'assicurato non ha accettato la proposta di risarcimento della compagnia.
  2. La compagnia non ha accettato la richiesta di risarcimento dell'assicurato.
  3. L'automobilista non ha ricevuto sul risarcimento risposta dalla compagnia entro i termini fissati dalla Legge.
  4. Il sinistro Rc auto è associato ad una richiesta di risarcimento inferiore ai 15 mila euro.

L'accesso alla conciliazione paritetica sui sinistri Rc auto è semplice e veloce visto che una volta attivata questa non può avere una durata massima superiore ai trenta giorni. Al tavolo della conciliazione paritetica sui sinistri Rc auto è presente un rappresentante delle Associazioni dei Consumatori, ed uno della compagnia di assicurazione al fine di formulare una proposta che vada bene per l'impresa ed anche per il cliente. In caso di esito positivo, allora la conciliazione paritetica si chiuderà con un accordo transattivo e con la stesura di un verbale di conciliazione. Altrimenti la procedura di conciliazione paritetica si chiuderà con un mancato accordo tra le parti senza che l'assicurato perda poi il diritto di far valere comunque in una fase successiva le proprie ragioni attraverso la giustizia ordinaria.

Articolo letto 1.553 volte

Filadelfo Scamporrino