Rc auto: nessuno sconto per la scatola nera

Il Governo dice no all'articolo 8 del decreto Destinazione Italia, che introduceva nuove regole per l'RC auto. Nessuno sconto per chi installa una scatola nera.

Salta l'articolo 8 del decreto Destinazione Italia

La decisione è stata presa ieri mattina dopo l'accordo raggiunto tra capigruppo e Governo  «per garantire il superamento dell'ingorgo che metteva a rischio l'approvazione stessa del provvedimento e degli altri decreti», come dichiarato al termine della seduta. Tra le altre proposte, è stata annullata anche la possibilità di uno sconto del 7% per chi avesse acconsentito ad installare nella propria vettura una scatola nera.

Di cosa si tratta?

La scatola nera non è altro che un dispositivo mobile satellitare, in grado di registrare 24 ore su 24 i movimenti, l'andatura e la posizione del mezzo.

Grazie a questo strumento, in caso di incidente, vengono avvisati in automatico i soccorsi ed, utilizzando le registrazioni, si  può ricostruire semplicemente la corretta dinamica del sinistro. 

Ma non è tutto: grazie al dispositivo GPS incluso, in caso di furto, l'auto può essere facilmente localizzata.

Rilevando velocità, cambio marce e manovre del conducente, questo strumento si rivela utilissimo anche per le compagnie assicurative, in quanto non permette a quei "furbetti" che vogliono garantirsi il risarcimento, di distorcere la dinamica dell'incidente.

Inizialmente la scatola nera era utilizzata solo in marina ed aeronautica, ma ben presto si è capito che questo strumento poteva essere molto utile anche all'interno delle comuni automobili.

Ieri, però, il Governo ha bloccato l'approvazione di questa normativa, ma resta il fatto che l'installazione di una scatola nera può rivelarsi comunque un mezzo efficace per combattere le numerose truffe ai danni delle compagnie assicurative che, indirettamente, incidono sul prezzo finale delle nostre polizze. 

Quali modifiche avrebbe apportato l'articolo 8?

L'articolo 8 conteneva altri possibili sconti per gli assicurati, come quello previsto per chi decidesse di rivolgersi alle carrozzerie ed ai medici autorizzati dalle assicurazioni, oppure per chi accettava di non cedere il proprio credito al riparatore.

Proprio questi ultimi punti avevano sollevato parecchie polemiche. Le associazioni di categoria dei carrozzieri erano, infatti, insorte, denunciando «si consegna il mercato delle riparazioni nelle mani delle assicurazioni», in quanto il contraente sarebbe stato obbligato a rivolgersi ad autofficine specifiche. Inoltre, il testo prevedeva un limite massimo di risarcimento per la riparazione, che ha portato i carrozzieri ad evidenziare la possibilità per le assicurazioni di decidere modalità e casi di intervento, a discapito della qualità dei servizi. Con la distruzione dell'articolo 8 si è scongiurato il rischio di  mettere in ginocchio le 14000 imprese del settore.

Dal canto loro i contraenti lamentano la mancata possibilità di poter godere di agevolazioni sulle tariffe, poichè l'articolo "conteneva molte misure rivolte a premiare gli automobilisti virtuosi. Per questo non vediamo di buon occhio lo stralcio,  anche se necessitava ancora di molte modifiche migliorative", come afferma la Federconsumatori.

L'unico punto su cui tutti, politici e non, sembrano convergere è la necessità di riformare l'attuale legge sull'Rc auto, divenuta ormai troppo cara per molte famiglie italiane.

I nuovi obiettivi: costi ridotti e meno truffe

Entrambi gli schieramenti del Governo si dicono pronti a trovare nuove soluzioni per ridurre i costi delle assicurazioni auto e moto, senza incidere sul livello delle prestazioni. Ma, soprattutto, si stanno cercando vie alternative per limitare i casi di truffa ai danni delle ditte assicurative.


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Dott.ssa Chiara Valentini