Tutti i dati sull'anomalia RC auto in Italia

Le polizze RC auto in Italia sono una evidente anomalia, come del resto testimoniato dalle cifre. A partire dai quattro milioni di veicoli che girano senza assicurazione, tanto da spingere anche il Governo ad intervenire per limitare il fenomeno mediante gli Autovelox.

Le polizze RC auto in Italia sono una evidente anomalia. Per comprendere questo dato basterebbe ricordare del resto alcune semplici cifre, a partire da quella riguardante il numero di veicoli che circolano sulle nostre strade senza contrassegno assicurativo, ormai arrivati ad oltrepassare la soglia dei quattro milioni, almeno stando ai dati diffusi da ACI e Motorizzazione. Un dato cui concorre la crisi economica, ma che è soprattutto la diretta conseguenza dei prezzi esorbitanti che caratterizzano le polizze auto in Italia, come del resto mettono in evidenza Rosario Trefiletti e Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, i quali ricordano come l'incidenza delle polizze sullo stipendio netto raggiunga in Italia una percentuale del 6,5%, a fronte del 3% della Spagna, del 2,9% di Irlanda e Francia, del 2,8% tedesco e del 2,2% dell'Inghilterra. Un dato che stride enormemente con la consistenza delle buste paga, che vedono l'Italia inchiodata a 19.100 euro, quindi sotto la media Ocse (20.593 euro).

Un incidente autostradale

(Le conseguenze di un incidente autostradale)

Altro dato clamoroso emerso dagli studi delle associazioni dei consumatori è quello riguardante l'aumento dei prezzi delle polizze verificatosi in Italia tra il 2004 e il 2013. In questo periodo, infatti, i costi medi delle polizze automobilistiche sono passati dai 391 euro del 2004 ai quasi 714 dl 2013, aumentando quindi del 235%. Mentre in paesi come Francia, Spagna e Germania gli aumenti si sono fermati all'87%.

Dati che fanno capire immediatamente come quelle in vigore lungo lo stivale, siano le assicurazioni più care d'Europa. Come conferma del resto il report di Boston Consulting Group per conto di Ania, l'associazione che raggruppa le società di assicurazione, in base al quale gli automobilisti italiani pagano in media 491 euro per assicurare il proprio veicolo, contro i 278 dei colleghi tedeschi, spagnoli, francesi e inglesi.

Di fronte ad una differenza così marcata, le stesse compagnie assicurative si premurano di accollare al problema delle truffe il livello troppo alto delle polizze (40% dei costi), aggiungendo in seconda battuta il comportamento spregiudicato esibito da molti nostri connazionali al volante della propria auto. Per quanto riguarda il primo aspetto, va ricordato come il primo rapporto annuale dell'Istituto di vigilanza delle assicurazioni, Ivass, abbia fissato al 15% l'incremento delle frodi alle compagnie assicurative nel corso del 2013 in Italia, nonostante un calo del numero complessivo dei sinistri del 6,5%.

Se nel 2012 i sinistri sospetti ammontavano a circa 400mila, nell'anno successivo sono arrivati a 460mila. All'aumento di comportamenti di questo genere, le compagnie assicurative hanno peraltro risposto con una controffensiva legale sempre più serrata, che ha portato come conseguenza un 30% in più di querele per frodi legate alla liquidazione di danni derivanti da sinistri e oltre il 35% per quanto concerne i procedimenti legali per aspetti contrattuali. Se il dato è ancora una volta eloquente non si capisce però perché i comportamenti fraudolenti di alcuni debbano essere pagati da tutti, anche da chi si comporta correttamente.

Le polizze RC auto italiane sono troppo care

(Sono oltre quattro milioni gli autoveicoli che girano in Italia senza contrassegno assicurativo)

Anche il governo è stato costretto negli ultimi anni a prendere atto di una situazione estremamente anomala del settore RC auto. Se da un punto di vista normativo si è puntato a promuovere l'uso della scatola nera, proprio per cercare di combattere il fenomeno delle truffe e spingere le compagnie ad abbassare i prezzi, ora il governo Renzi si affida alla Legge di Stabilità appena approvata in Consiglio dei Ministri per cercare di arginare il fenomeno degli oltre quattro milioni di automobilisti che non pagano RC auto, trasformandosi in un vero pericolo per sé stessi e per gli altri.

L'articolo 44 di quella che una volta si indicava come Finanziaria, affida infatti all'Autovelox il compito di stabilire la presenza o meno del contrassegno assicurativo, anche in assenza di infrazioni al Codice della Strada, con conseguente elevazione di relativa multa. In questo modo le compagnie potrebbero recuperare i due miliardi di mancati introiti che sono causati dal mancato pagamento dell'assicurazione e lo Stato il 10,5 di quella quota che è la parte di premio assicurativo di pertinenza del Servizio Sanitario Nazionale.

Articolo letto 394 volte

Dott. Dario Marchetti