Esiste una questione meridionale anche per le Rc auto

Esiste una vera e propria questione meridionale anche per le Rc auto, come si incarica di dimostrare nel modo più autorevole l'ultima indagine elaborata dall'Ivass in cui viene denunciato il troppo evidente divario di prezzi tra il Settentrione e la parte inferiore dello stivale.

Si presenta molto interessante e ricca di spunti la nuova edizione dell'indagine Ivass sulle Rc auto. In base alle rilevazioni dell'autorità chiamata a vigilare sul mercato assicurativo, sarebbe ormai stato annullato il divario tariffario tra uomini e donne, tradizionalmente favorevole alle seconde. Un dato derivante anche dal fatto che ormai le compagnie italiano non presentano più tariffe differenziate per genere. Altro dato che emerge dal report di Ivass è quello relativo al ribasso tendenziale osservato negli ultimi mesi sul mercato delle Rc auto, dovuto soprattutto alla riduzione di autoveicoli circolanti sulle strade della penisola. Un fenomeno che preoccupa sempre di più anche il governo, tanto da spingere l'esecutivo a preconizzare l'utilizzo di dispositivi elettronici come autovelox, tutor e altri per l'individuazione delle vetture senza contrassegno assicurativo. Proprio gli oltre quattro milioni di autoveicoli che evadono l'obbligo della copertura assicurativa hanno perciò spinto le compagnie ad abbassare le tariffe, in concorso con il ritorno all'equilibrio tecnico e alla profittabilità delle aziende del settore. Mentre rimane da capire se ad influire su questa discesa dei prezzi concorra anche il varo di misure legislative come i nuovi criteri relativi alla risarcibilità delle microlesioni.

E' sempre più netto il divario di prezzi delle Rc auto tra Nord e Sud

(E' sempre più netto il divario di prezzi delle Rc auto tra Nord e Sud)

L'altro dato che emerge dall'indagine relativo all'andamento delle tariffe è la progressiva diminuzione delle tariffe per le autovetture nel nord Italia, mentre permane costante il caro Rc auto in tutto il Centrosud, tanto da prefigurare l'insorgere di una nuova questione meridionale. Un divario ormai sempre più ampio, che può penalizzare in maniera drammatica i neopatentati della parte inferiore dello stivale, raggiungendo anche i 6700 euro per una polizza, un livello che non sembra avere alcuna giustificazione economica. In città come Roma e Napoli, solo per ricordare i casi più eclatanti, la guida di un'autovettura si sta tramutando in un vero e proprio lusso, non alla portata di tutti. Con l'ovvia conseguenza di spingere fuori dal mercato fasce di utenti che per non rinunciare alla macchina, decidono di circolare comunque senza contrassegno, con tutti i rischi del caso. Ai guidatori fantasma, si aggiungono poi quelli che circolano con autovetture dotate di contrassegno falso, un fenomeno in costante aumento, come dimostrano alcuni controlli effettuati di recente, dai quali emergono numeri impressionanti. Proprio per questo motivo, il governo ha deciso di dematerializzare il contrassegno assicurativo, la cui regolarità verrà controllata dalle forze di polizia stradale incrociando i dati con quelli presenti sul database della Motorizzazione Civile. Il tutto in attesa di poter istituire un sistema basato sull'uso di microchip, che potrebbe dare un colpo molto duro alle organizzazioni criminali che hanno puntato decisamente sul mercato assicurativo nel corso degli ultimi anni.
Va infine ricordato come l'indagine dell'Ivass riguardi tutte le imprese sottoposte alla vigilanza dell'Istituto e vada a rilevare trimestralmente i prezzi praticati in ventuno province per una serie di tipologie standard di assicurati, undici in totale, sia automobilisti che motociclisti.

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Dott. Dario Marchetti