Le cyber polizze sono la nuova frontiera delle assicurazioni?

Sono sempre più frequenti i casi di reati informatici a danno di privati cittadini e grandi imprese. Reati che possono rivelarsi esiziali per la reputazione di un brand e che costringono le aziende a investire in sistemi di sicurezza oltre che in strumenti assicurativi.

La grande mole di informazioni e dati personali che ogni giorno transitano sul web, ha avuto tra gli altri il risultato di far crescere l'attenzione dei criminali informatici che purtroppo infestano la rete. Una attenzione che trova del resto alimento dal grande numero di applicazioni riservate ai dispositivi mobili, usate magari per accedere al proprio conto corrente al fine di gestire tutte le attività di carattere finanziario ad esso collegate, come il pagamento delle utenze o dell'assicurazione.

Tra le vittime degli attachi cyber, peraltro, non vi sono soltanto i singoli cittadini, ma anche grandi aziende, come del resto confermato da alcuni gruppi statunitensi negli ultimi mesi. Attacchi che hanno spinto molte aziende ad investire in maniera massiccia, anche perché la rete è ormai diventato uno strumento indispensabile per il marketing. Oltre agli investimenti in sicurezza tecnologica, l'altra strada praticata dai grandi gruppi è quella tesa alla richiesta di strumenti assicurativi che siano in grado di proteggerli dai tanti rischi che possono essere causati dalle cause legali, dai danni alla reputazione del marchio e da eventuali perdite di fatturato ad essi legato.

I reati informatici sono in grande aumento

(I reati informatici sono sempre più diffusi)

Per capire le dimensioni del fenomeno, occorre a questo punto ricordare come i crimini informatici nel mondo abbiano visto un aumento esponenziale nel corso del 2014, raggiungendo quasi la soglia dei 43 milioni, con  un incremento del 48% rispetto al concomitante periodo del 2013. A fornire i dati in questione è stato PricewaterhouseCoopers, autore di un sondaggio che ha rivelato anche come il danno medio per una grande azienda colpita si aggiri intorno ai 5.9 milioni di dollari, rispetto ai 3,9 milioni del 2013. Soldi che dunque potrebbero essere impiegati in termini di sicurezza al fine di evitare crimini che possono riverberare i loro effetti sulla stessa reputazione del brand colpito, con esiti pesantissimi.

Tra le aziende colpite, anche Home Depot, famoso sito statunitense specializzato nella commercializzazione di prodotti per la casa e la manutenzione, che a settembre è stato vittima di una violazione dei sistemi informativi capace di mettere a rischio ben 56 milioni di carte di credito. Proprio questo tipo di notizie sembra fatto apposta per minare alle fondamenta un sistema basato sul rapporto di fiducia che si instaura con gli utenti che decidono di fornire  i propri dati personali. In tempi di privacy, rimanere vittime di attacchi informatici comporta danni all'immagine che rischiano di rivelarsi ancora più disastrosi di quelli finanziari immediati.

Una delle possibili risposte per le imprese, è quella fornita dalle polizze specificamente attivate dalle aziende assicurative contro reati come il furto di identità e tutti gli altri crimini che comportino un danno alla privacy. Tra le soluzioni messe in campo dalle assicurazioni, alcune polizze vanno a coprire sia gli eventuali rischi derivanti dalla violazione della proprietà intellettuale, come ad esempio i marchi e i brevetti di proprietà dell'azienda, che quelli collegati alla violazione dei dati sensibili conservati nei database aziendali. Ad esse si aggiungono però anche forme tese a preservare il proprio dispositivo mobile, ovvero quelle polizze che assicurano lo smartphone, ormai diventato il mezzo più usato per il commercio elettronico, con il conseguente invio di informazioni personali legato alle attività in questione. Polizze che oltre al risarcimento dovuto in caso di danni accidentali, comprendono anche il caso di quelli derivanti da un uso fraudolento della scheda Sim. Una precauzione consigliabile, visto il grande aumento di cyber reati degli ultimi mesi.

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Dott. Dario Marchetti