Rc auto: risarcimento ridotto in caso di condivisione della responsabilità

Il risarcimento ridotto in caso di condivisione della responsabilità per le Rc auto, è stato chiesto da Axa in un processo relativo al caso di un uomo che è stato investito e ucciso da un camion a Cesano, secondo il perito della compagnia corresponsabile in quanto troppo basso.

Nel caso di un incidente in cui vengano accertate responsabilità condivise, le imprese assicurative possono  arrivare a tagliare l'eventuale risarcimento. Una procedura abbastanza ricorrente, che però può comportare effetti grotteschi. Come quelli evocati da un caso successo a Cesano, un centro nell'hinterland di Roma, che ha portato le parti in tribunale. Nel caso venissero accolte le tesi difensive, contro cui si sta battendo la Procura, si aprirebbero scenari abbastanza incredibili o, addirittura, surreali.

Il caso limite di Cesano

L'evento che ha scatenato il contenzioso è avvenuto nel parcheggio di un supermercato, ove un camion ha investito una persona, causandone la morte. Per cercare di limitare il pagamento del risarcimento, la compagnia assicurativa, la Axa, si è affidata ad una tesi difensiva solo all'apparenza strampalata, in base alla quale la vittima avrebbe dovuto prestare attenzione in considerazione della sua bassa statura.

La responsabilità condivisa consente alle compagnie assicurative di tagliare i risarcimenti

(La responsabilità condivisa consente alle compagnie assicurative di tagliare i risarcimenti)

Proprio in ragione di questa mancanza di attenzione, Axa ritiene la vittima stessa corresponsabile del sinistro, in quanto avrebbe dovuto prevedere che un veicolo di grandi dimensioni avrebbe potuto avere difficoltà a ravvisarne la presenza. 

La responsabilità condivisa comporta il taglio dell'indennizzo

Il conducente, in base alla tesi del perito, non poteva essere in grado di ravvisare la presenza di una persona di bassa statura. Sembra in effetti una burla, ma la tesi difensiva si basa proprio su questo assioma, che ove accolto avrebbe come conseguenza la corresponsabilità di tutte persone di analoga corporatura in caso di investimento da parte di camion o mezzi pesanti. Una tesi evidentemente aberrante, su cui però Axa fonda la richiesta di una responsabilità condivisa tale da comportare il taglio dell'indennizzo. Contro la tesi della compagnia si batte naturalmente la Procura, sulla base del diritto di precedenza del pedone, ove questi cammini sul marciapiede.  

Un comportamento ormai abituale

La tesi della Procura è peraltro rafforzata dalla documentazione acclusa alla causa, in base alla quale sarebbe dimostrato come il conducente del camion non abbia rispettato le norme del Codice della Strada, in quanto non si sarebbe fermato allo stop. Se in questo caso il principio della corresponsabilità del sinistro viene agitata a scopo puramente strumentale dalle compagnia, va però precisato che esso viene ormai impugnato con estrema regolarità dalle compagnie.

Le compagnie giocano sulla mancanza di chiarezza

Un utilizzo che trova la sua giustificazione soprattutto nel fatto che spesso, nel modello di constatazione amichevole dell'incidente, non è chiara la dinamica dei fatti. Un difetto che spinge molte compagnie a non aderire all'ipotesi di erogare il risarcimento integrale, mancando la definizione precisa delle responsabilità. Se in eventualità di questo genere, si può comprendere il gioco delle compagnie, sollevare una eccezione sulla base della statura della vittima nell'incidente mortale di Cesano è però evidentemente un caso limite, il cui accoglimento comporterebbe conseguenze di portata incalcolabile.

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Dott. Dario Marchetti