Rc auto gratis: il rimborso sarà solo parziale

La discussa vicenda delle Rc auto gratis sembra procedere in maniera spedita verso l'ulteriore beffa per chi aveva aderito alla formula, con un rimborso soltanto parziale, almeno in base alla presenza di una legge del 1961 che impone la restituzione, ma al netto delle imposte.

Il caso delle Rc auto gratis, il quale ha visto coloro che avevano aderito perdere i benefici precedentemente acquisiti grazie alla legge Bersani oltre alla classe di merito, continua a sollevare molte polemiche. Ora ci prova l'Ivass, l'autorità chiamata a vigilare sul mercato assicurativo, a rimettere a posto le cose, pensando in particolare a due provvedimenti che potrebbero contribuire a ristabilire la situazione, dovendo però tenere conto di alcuni ostacoli normativi. Ma andiamo per ordine.

Il caso Rc auto gratis

Chi aveva aderito alla formula decantata in base alla quale con l'acquisto di una nuova vettura la Rc auto sarebbe stata gratuita, si è purtroppo scontrato con una situazione molto diversa, una delle tante beffe che fanno ancora capire come il nostro non sia un paese in grado di tutelare i diritti dei consumatori. L'offerta era basata sulla franchigia e non sulla classica formula del Bonus/Malus e ha lasciato molte vittime sul terreno.

Ora l'Ivass cerca di correre ai ripari sulla questione delle Rc auto gratis

(Ora l'Ivass cerca di correre ai ripari sulla questione delle Rc auto gratis)

L'apparente risparmio sul premio, infatti, è stato corredato dalla perdita della classe di merito e delle agevolazioni previste all'interno della legge Bersani. Se gli automobilisti ci hanno rimesso, le compagnie assicurative hanno come al solito fatto festa, se si pensa che in base ad alcuni calcoli, il loro guadagno si aggirerebbe sui sei milioni di euro.

L'intervento dell'Ivass

Per cercare di rimettere le cose a posto l'Ivass, sta studiando una doppia strada. La prima riguardante l'eventualità che la polizza gratuita sia ancora in corso, caso nel quale i consumatori avranno diritto alla consegna dell'attestato di rischio contenente le vicende assicurative pregresse. Nel caso contrario e la polizza sia ormai arrivata alla sua scadenza naturale spingendo il consumatore a rivolgersi ad altra compagnia pagando un premio rivelatosi molto oneroso, questi avrà diritto non solo alla consegna dell'attestato di rischio da parte del precedente assicuratore, ma anche all'applicazione di un premio equo in relazione alla classe di merito acquisita, vedendosi allo stesso tempo restituire la cifra pagata in eccesso.

Tutto a posto? Non proprio

Se all'apparenza potrebbe sembrare tutto risolto, all'atto pratico rimangono alcuni ostacoli da appianare. Ad ostacolare gli intenti dell'Ivass infatti, provvede una legge risalente addirittura al 1961, la quale prevede che le compagnie assicurative possono restituire il totale del premio pagato soltanto al netto delle imposte, la cui incidenza si attesta intorno al 33%. Alla fine della giostra, insomma, i consumatori interessati potrebbero ritrovarsi ad aver comunque perso un terzo di quanto versato in più sotto forma di premi assicurativi.

Non è un paese per consumatori

Una vicenda quindi che sta assumendo contorni grotteschi, ritorcendosi comunque sempre e solo a danno di chi aveva aderito ad una proposta che sembrava vantaggiosa, rivelatasi invece all'atto pratico l'ennesima fregatura di un sistema ormai letteralmente impazzito, che non mostra alcun rispetto per il consumatore. Tanto da spingere Giampaolo Petri di Konsumer, a commenta la vicenda definendola una "vera e propria ingiustizia", testimoniata dal fatto che a fronte di un premio di 500 Euro, la restituzione arriverà a malapena a 350, se tutto andasse a buon fine.

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Dott. Dario Marchetti