Il 2015 inizia con la stangata Rc auto

Il 2015 inizia nel peggiore dei modi per gli automobilisti italiani con l'ennesima stangata sulle Rc auto, la quale va a sommare i suoi effetti con gli aumenti dei pedaggi autostradali, dopo alcuni anni in cui le tariffe assicurative erano scese per effetto della crisi.

Il 2015 inizia decisamente male per gli automobilisti italiani. Se da un lato si assiste all'ulteriore aumento dei pedaggi autostradali, con molte tratte colpite in maniera molto pesante, in particolare quelle che vedono tra gli utenti un grande numero di pendolari costretti a muoversi con il proprio mezzo per raggiungere i posti di lavoro, dall'altro arriva l'ennesima stangata delle Rc auto, con rincari che smentiscono da un lato i facili proclami di Ania e confermano dall'altro il facile vaticinio di chi si era spinto a prevedere una raffica di aumenti delle polizze relative alla responsabilità civile degli automobilisti nell'immediato futuro. Un pronostico che era del resto abbastanza facile da formulare, vista la cronica latitanza di una politica che non riesce ad attivarsi per spuntare le unghie alle compagnie assicurative o, perlomeno, costringerle a non rivalersi sulla parte sana dell'utenza, quella che non fa incidenti e non lucra su finti sinistri. Altro paradosso tutto italiano, che fa del nostro paese una assoluta anomalia in Europa, testimoniata del resto dalle statistiche che affermano nel modo più eloquente come le coperture assicurative tricolori siano attestate su un livello doppio rispetto a quelle praticate nel resto d'Europa.

Nel 2015 tornano ad aumentare le Rc auto in Italia

(Nel 2015 torneranno ad aumentare le Rc auto del nostro paese)

Per il prossimo anno, peraltro, già si sa che saranno almeno un milione e mezzo gli utenti che vedranno peggiorare la propria classe di merito, a causa di incidenti causati nel corso del 2014 o per l'avanzamento dell'età, eventualità questa che riguarda in particolare gli automobilisti più anziani, per i quali naturalmente il rischio di incidenti appare maggiore. Il problema vero, però, è che anche per tutti gli altri si preannuncia al massimo una piccola, spesso irrisoria, limatura della Rc auto, assolutamente non in linea con il trionfalismo con cui Ania, l'associazione delle compagnie assicurative del Belpaese è sempre pronta a salutare tra squilli di fanfara ogni calo delle tariffe, le quali oltre ad arrivare con estrema lentezza, sono il portato di una situazione che ha visto molti consumatori rinunciare all'utilizzo dell'auto con conseguente calo dei sinistri sulle strade peninsulari. Basti pensare del resto agli oltre quattro milioni di veicoli che circolano senza contrassegno assicurativo, per capire come stiano realmente le cose. 
In questa situazione si va ad innescare il ventilato arrivo della riforma delle Rc auto prospettata dall'esecutivo, che dovrebbe costringere le imprese assicurative a far pagare il premio più basso previsto a tutti i contraenti e assicurati i quali non abbiano denunciato sinistri negli ultimi cinque anni, a prescindere dal luogo di residenza. Non sono pochi gli addetti ai lavori i quali hanno messo in collegamento questo fatto con i rincari preannunciati in vista del nuovo anno. In pratica, le compagnie starebbero aumentando i premi in vista dell'approvazione di una riforma che darebbe poco spazio ad aumenti discrezionali in futuro, anche perché collegata ad altri elementi come la scatola nera. che impedirebbero la libertà di decidere le politiche tariffarie senza tenere nel giusto conto i punti fermi enunciati dalla riforma. E intanto gli automobilisti italiani continuano a pagare.    

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Dott. Dario Marchetti