E' guerra tra Ania e officine non convenzionate

E' ormai guerra aperta tra Ania e fronte delle officine non convenzionate di Confartigianato, dopo la presentazione di una proposta di legge che recepisce le istanze dei carrozzieri indipendenti e le accuse di Minucci, numero uno dell'associazione delle imprese assicurative.

Ormai è guerra aperta fra Ania e Confartigianato, la sigla che rappresenta la maggioranza dei riparatori autonomi, ovvero di quei carrozzieri i quali non hanno una convenzione con le compagnie assicurative. Tema del contendere l'esclusività delle riparazioni dovute ad incidenti nelle autofficine convenzionate, pretesa dalla associazione delle compagnie assicurative e avversata dagli oltre 17mila carrozzieri che invece non vogliono legarsi alle prime e l'abolizione della cessione del credito oggetto di possibile risarcimento. Se questi due principi fossero fissati per legge, sarebbero le assicurazioni a controllare in pratica il mercato delle riparazioni, andando ad introdurre non solo una distorsione nel principio di libera concorrenza, ma anche prefigurando un abbassamento degli standard qualitativi degli interventi sui veicoli danneggiati, con ovvi rischi anche per la sicurezza degli utenti.
Regole che erano state peraltro oggetto del decreto Destinazione Italia, nel 2013, stralciate però dopo la bocciatura da parte della Commissione Giustizia della Camera, proprio perché lesive della libera concorrenza sul mercato. Nonostante ciò, ora il governo vorrebbe reintrodurle in un disegno di legge organico, teso a disciplinare il mercato Rc auto, o addirittura all'interno del decreto Concorrenza.    

Immagini di un incidente stradale

(E' ormai guerra aperta tra Ania e carrozzieri indipendenti)

Lo scontro è stato innescato dalle richieste di Ania e dal progetto di legge presentato dall'onorevole Moretto, che va a recepire le istanze dei carrozzieri indipendenti. Due modi del tutto opposti di vedere le cose riguardo al problema ormai clamoroso rappresentato dai costi esorbitanti delle Rc auto, arrivati ad un livello quasi doppio rispetto alla media europea. 
Se da un lato, infatti, le imprese assicurative vorrebbero limitare le frodi agendo proprio sul versante delle carrozzerie, sancendo il principio dell'obbligatorietà delle riparazioni nei punti convenzionati e l'impossibilità da parte dell'automobilista di cedere il diritto al risarcimento al carrozziere che ha effettuato l'intervento, dall'altro gli indipendenti si oppongono anche paventando effetti devastanti sui livelli occupazionali ove questi pretese fossero accolte dal governo. Peraltro il presidente di Ania, Aldo Minucci, non ha esitato a porre sul piatto della discussione il problema del lavoro nero, ricordando come buona parte degli interventi nelle officine non convenzionate siano effettuati in nero, con un livello di evasione fiscale che dovrebbe assestarsi sui 200 milioni all'anno. Accuse che naturalmente hanno provocato la piccata risposta di Confartigianato, con la controaccusa di voler controllare l'intera filiera delle riparazioni e dei risarcimenti, dando vita ad un vero e proprio cartello in grado di portare al ribasso i costi degli interventi in officina, generando così il massimo di rendita, oltre ad un danno oggettivo per i consumatori, che vedrebbero compromesso il livello qualitativo delle riparazioni.  
Insomma si preannuncia una battaglia senza esclusione di colpi, che potrebbe continuare ancora a lungo, almeno sino a quando il governo non darà luogo ad un intervento organico in grado di porre un punto fermo in una situazione estremamente complessa. 


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Dott. Dario Marchetti