Le novità previste dalla Legge di Stabilità 2015 per le assicurazioni

La Legge di Stabilità 2015 presenta alcune novità di rilievo per le assicurazioni. A partire dall'utilizzo dei dispositivi elettronici al fine di combattere il fenomeno delle auto che circolano senza copertura assicurativa, passando per l'introduzione del bollo per le auto storiche.

La Legge di Stabilità 2015, presentata dal premier Matteo Renzi dopo l'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, e poi sottoposta ad una intensa trattativa con Bruxelles, prevede anche una serie di novità che riguardano le assicurazioni, a partire dall'inasprimento della lotta all'evasione della Rc auto, ormai diventata un fenomeno di massa nel nostro paese. Il combinato disposto tra crisi economica e costo troppo alto delle polizze che coprono la responsabilità civile degli automobilisti, ha infatti spinto oltre quattro milioni di conducenti a circolare sulle strade della penisola senza contrassegno, trasformandosi in un pericolo, per loro e per gli altri. Proprio per cercare di arginare il fenomeno, l'articolo 44, comma 27, di quella che una volta veniva indicata come Finanziaria, prevede che il controllo sulle polizze Rc auto diventi automatico avvalendosi dell'ausilio di dispositivi telematici, come autovelox, tutor, accessi per le Zone a Transito Libero vergelius e altri. In questo caso non c'è bisogno che il dispositivo rilevi altre infrazioni al Codice della Strada, rendendo inutile la presenza degli organi di polizia stradale e permettendo di stabilire tramite la semplice fotografia la presenza dell'atto automatico di accertamento riguardante la mancanza della copertura assicurativa.

Va allo stesso tempo specificato che la disposizione introdotta all'interno della Legge di Stabilità non ha come diretta conseguenza la notifica della sanzione, come avviene per le multe relative alle infrazioni del Codice della Strada: una volta che sia stata accertata l'assenza di copertura assicurativa, il diretto interessato si vedrà notificare la violazione accertata e avrà la possibilità di produrre il contrassegno nei termini previsti, mettendosi in regola. 

Un incidente stradale

(La Legge di Stabilità 2015 cerca di colpire gli automobilisti che circolano senza assicurazione)

Altra novità inserita all'interno della Legge di Stabilità 2015 è quella riguardante la disciplina della comunicazione agli automobilisti della scadenza della copertura dell'assicurazione auto. Va infatti ricordato che sino ad oggi era il Ministero dei Trasporti ad incaricarsi di comunicare ai proprietari di veicolo l'inserimento dello stesso nell'elenco di quelli che risultavano sprovvisti di contrassegno assicurativo. Con il testo attualmente allo studio il Ministero ha soltanto l'obbligo di pubblicare l'elenco sul suo sito istituzionale, mentre spetta agli utenti controllare se il proprio autoveicolo faccia parte della lista in questione. 

Un'auto storica

(Le macchine storiche con meno di 30 anni di vita dovranno pagare il bollo)

L'ultima importante novità è quella riguardante la cancellazione dell'esonero dal pagamento del bollo riguardante gli autoveicoli e i motoveicoli storici che non superino i trent'anni di età. Con la nuova norma, il bollo dovrà essere pagato per tutti i veicoli che abbiano più di vent'anni e meno di trenta dalla data di produzione, sino a oggi esentati grazie all'iscrizione ai registri storici ASI e FIM. Il provvedimento in questione va a toccare centinaia di migliaia di vetture (solo in Puglia si calcola ne esistano 40mila) e potrebbe spingere molti proprietari di auto storiche a rottamare la vettura per non sottoporsi ad un vero salasso. Basti pensare al riguardo che una Mercedes 280 del 1989 si troverebbe costretta a pagare oltre mille euro di bollo, mentre una Lancia Delta integrale dello stesso periodo dovrebbe corrispondere circa 700 euro. Un livello evidentemente insostenibile di fronte al quale alcune associazioni che raggruppano possessori di auto storiche hanno proposto di considerare il bollo come tassa di possesso e non di circolazione, stabilendo una quota forfettaria intorno ai 100 euro. Resta da vedere se il governo, alle prese con conti dissestati da far quadrare ad ogni costo, avrà voglia di ascoltare proposte in tal senso.

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Dott. Dario Marchetti