Confedilizia e Assoedilizia contro la polizza anticalamità obbligatoria

Dopo le ricorrenti voci riguardanti la possibile introduzione di una polizza anticalamità obbligatoria, avanzate nelle passate settimane, i presidenti di Confedilizia e Assoedilizia bocciano senza possibilità di appello una simile ipotesi e i costi che essa comporterebbe.

L'ipotesi di introdurre una polizza obbligatoria anticalamità sulle case degli italiani, che è al centro di alcune indiscrezioni delle ultime settimana, viene severamente bocciata da Confedilizia e Assoedilizia, due delle maggiori associazioni di settore del nostro paese. E' proprio il numero uno di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ad affermare che in un momento come quello che sta vivendo il nostro paese, pensare di poter imporre un nuovo balzello sugli immobili, perché come tale sarebbe vissuto dagli italiani, sembra eccessivo.

Lo stesso Sforza Fogliani, oltre a ricordare come i rumors al proposito vadano a mischiarsi con le ricorrenti voci di un ulteriore inasprimento della tassazione locale sugli immobili, afferma che i nostri connazionali pagano ogni anno quasi seicento milioni di euro ai Consorzi di bonifica che dovrebbero mettere in opera rimedi in grado di contrastare le calamità naturali. Soldi cui vanno aggiunti più di duecento milioni che sono a carico dei proprietari urbani, andando a costituire una massa di denaro estremamente ingente di cui lo Stato sembra non accorgersi, se si pensa a proposte come quella di cui si sta parlando sempre più spesso negli ultimi tempi.

Immagini dell'alluvione di Genova

(L'ipotesi di introdurre una polizza anticalamità obbligatoria sembra non piacere a nessuno)

Ancora Sforza Fogliani non ha remore nel denunciare come frutto delle pressioni delle lobbies assicurative quella che mostra di ritenere una semplice boutade, trattandosi di una proposta, quella di pagare due volte per la medesima ragione, già ampiamente bocciata ad ogni livello. Senza considerare la difficoltà di calcolare il premio assicurativo nei luoghi ove già si paga il contributo al consorzio di bonifica e il rischio di calamità è per definizione trascurabile.

Anche il suo omologo di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici, esprime tutta la sua perplessità di fronte ad ipotesi di questo genere, che non solo non risolvono nulla da un punto di vista meramente sostanziale, ma contribuiscono ad aggravare il carico pendente sui cittadini di altri cinque o sei miliardi, in un momento di crisi economica ancora molto forte, con un mercato immobiliare che stenta a riprendersi anche a causa di un carico fiscale sempre più vissuto come vessatorio. Peraltro, come ricorda ancora Colombo Clerici, l'ipotesi di una polizza obbligatoria anticalamità è già stata severamente bocciata dall'Antitrust, in quanto una copertura assicurativa generale di questo tipo andrebbe a comportare rilevanti limitazioni al principio di concorrenza, oltre ad indurre i consumatori ad accettare le condizioni praticate dalle assicurazioni, anche in presenza di una particolare asprezza delle stesse. Tutto scritto nero su bianco in due pareri rilasciati nel 1999 e quattro anni dopo, su cui sembra difficile che l'esecutivo possa sorvolare.

Insomma, sembra proprio che la proposta di una polizza obbligatoria in grado di sgravare lo Stato dagli oneri della ricostruzione in caso di eventi catastrofici, sia destinata a rimanere una ipotesi e nulla di più, viste le rimostranze suscitate già in questa prima fase di discussione.

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Dott. Dario Marchetti