Assicurazione vita QUANTO COSTI? Come calcolare il costo e il rendimento della propria polizza

C'è un metodo infallibile per calcolare costi e rendimento della propria polizza vita? Quali sono i parametri da utilizzare per verificare la convenienza di continuare a pagare? E come riuscire a calcolare i caricamenti della compagnia assicurativa che fanno perdere il capitale?

Non è un caso sentir dire che con la sottoscrizione di un'assicurazione sulla vita si sia perso una parte del capitale, pari al 10-20%. Non è leggenda e non sono falsi miti se diversi soggetti ne parlano come qualcosa da non firmare mai, nemmeno sotto tortura: "Mio padre ha sottoscritto una polizza vita su 10.000 euro di capitale, per la durata di 5 anni, e alla scadenza, si è visto restituire poco più di 8.000 euro. Ma come, disse alla compagnia assicuratrice, non era un metodo alternativo alla conservazione dei miei risparmi? E lì l'assicuratore comincio a parlare di caricamenti o cose di questo tipo, che ancora non comprendo bene". Il risultato è che nella storia si perdono dei soldi.

Certo, probabilmente la storia non è andata proprio così, o forse sì, ciò che è importante considerare è il fatto che è possibile valutare per sentito dire se non si ha in mano il contratto della polizza vita che in quel momento è stata sottoscritta. Ma per tutelarci da questi spiacevoli episodi nel caso si abbia il desiderio di stipulare una polizza vita una cosa la si può fare: comprendere quali parametri utilizzare per calcolare il costo e il rendimento della nostra assicurazione vista, mettendo in luce la variabilità del premio e dei prezzi base in rapporto all'andamento sul mercato. E anche se i calcoli e le informazioni seguenti non dovessero essere precise hanno il solo fine di farvi avere un'idea.

Perdita del capitale nell'assicurazione vita: TUTTA COLPA DEI CARICAMENTI!

I costi del premio dell'assicurazione vita costituiscono la quota base da versare per conservare i propri risparmi, o perlomeno, questa è l'idea primaria nella sottoscrizione di una polizza di questo tipo. Ma è proprio in questo ambito che entrano in scena i caricamenti della compagnia assicurativa che sono detratti dall'importo complessivo del capitale assicurato. Ma che cosa sono questi caricamenti che costituiscono il fattore primario di perdita del capitale?

I caricamenti della compagnia assicurativa sono i costi che l'ente deve affrontare ma che per legge non è obbligato a dichiarare, ovvero dei costi commerciali, che fanno ridurre il capitale versato. Per fare un esempio semplice e breve, se si è sottoscritta un'assicurazione vita prima del 2000 è necessario pagare il 2,5% di tasse. Ciò significa che su un versamento di capitale pari a 1.000 euro si pagheranno 25 euro di tasse che andranno dunque a ridurre sensibilmente il nostro capitale, versato in realtà a titolo di risparmio: i nostri 1.000 euro diventano 975 euro.

I FASE di perdita del capitale nell'assicurazione vita: TABELLA

Come esposto nella tabella sottostante, è facilmente possibile notare la prima fase di perdita del capitale versato nella sottoscrizione di una assicurazione vita, mettendo in luce il pagamento del 2,5% di tasse: il capitale di 1.000 euro si riduce a 975 euro.

CAPITALE VERSATO CON L'ASSICURAZIONE VITA CARICAMENTO DEL 2,5% CAPITALE DA RECUPERARE
1.000 EURO 25 EURO 975 EURO

Perdita del capitale nell'assicurazione vita: I COSTI ACCESSORI

Oltre ai costi commerciali, ovvero ai caricamenti della compagnia assicurativa, che dispone del pagamento del 2,5% sul capitale versato, vi sono anche degli ulteriori costi aggiuntivi che sono calcolati sulla somma versata nella modalità di "una tantum", ovvero devono essere corrisposti una sola volta nell'arco della sottoscrizione della polizza. Questa ulteriore forma di tassa costituisce l'importo delle spese di emissione del contratto o della quietanza del contratto di sottoscrizione della polizza vita che hanno un costo dalle 5 alle 10 euro.

II FASE di perdita del capitale nell'assicurazione vita: TABELLA

Nella prima fase di perdita del capitale con la sottoscrizione di un'assicurazione vita si è visto come con un capitale di 1.000 euro si arriva ad avere 975 euro. Non è finita così, come abbiamo potuto leggere nel paragrafo precedente: alle nostre 975 euro viene sottratta una seconda somma, le spese di emissione del contratto o della quietanza, pari a circa 10 euro. Ecco che nella seconda fase, il capitale diventa 965 euro.

CAPITALE VERSATO CON L'ASSICURAZIONE VITA CON DETRAZIONE DEL CARICAMENTO
SPESE DI EMISSIONE DEL CONTRATTO
CAPITALE DA RECUPERARE
975 EURO DALLE 5 ALLE 10 EURO
965 EURO CIRCA

I CARICAMENTI: MA A COSA SERVONO?

Visto così, e stando alle tabelle riportate sopra, i caricamenti delle compagnie assicurative sono piuttosto onerosi, e se sono obbligatori a qualcosa dovranno pur servire. Ma a che cosa? I caricamenti costituiscono i costi commerciali che la compagnia assicurativa deve sostenere per retribuire i suoi collaboratori, ovvero la rete commerciale, oltre al fatto che maggiore è il successo del marchio di cui fa parte la compagnia e maggiori sono questi costi, che vanno direttamente a incidere sul capitale versato dai propri clienti.

In base a degli studi e analisi statistiche effettuate dall'Ivass, l'Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, l'importo medio del costo dei caricamenti per una tradizionale assicurazione sulla vita - anche nella soluzione che prevede la copertura in caso morte e in caso di decesso -  è di circa il 12%. Ciò significa che per un versamento di 1.000 euro, ci andremo a ritrovare titolari di un capitale che ammonta a 880 euro. Proprio per questo motivo sul territorio italiano non esiste la cultura della sottoscrizione della tipologia di polizza vita o in caso morte, proprio perché coloro che l'hanno sottoscritta a loro tempo con l'idea di conservare i propri risparmi hanno ottenuto la riduzione della rendita recuperata al termine della scadenza del contratto.

CARICAMENTI e ASSICURAZIONE VITA: COME GUADAGNARCI?

Ma ci si può anche guadagnare? Vediamo un pò. Con la sottoscrizione di un'assicurazione vita in caso morte, la compagnia in caso di decesso deve versare ai beneficiari, indicati all'atto della sottoscrizione della polizza, un capitale previsto come copertura assicurativa. Da questo punto di vista è possibile avere un guadagno, che non viene certo fruito dal sottoscrittore dell'assicurazione, che deve essere morto, ma è da valutare anche il periodo di sottoscrizione della polizza, in cui è necessario versare un premio. La quota capitale erogata in caso di decesso, molto spesso, è già stata versata totalmente alla compagnia assicurativa con il premio, o anche chiamato premio puro.

Il premio puro è la somma di denaro che la compagnia assicurativa deve conservare per garantire il pagamento della copertura nel caso si verifichi l'evento per il quale il soggetto sottoscrittore è assicurato. In base a tale somma, calcolata valutando fattori quali l'età anagrafica, il livello tabagico, l'attività lavorativa  del soggetto assicurato, si costituisce il premio totale, dilazionato successivamente in quote annue da versare. Maggiore è il rischio che si verifichino gli eventi per i quali si sceglie la sottoscrizione della polizza vita, maggiore è il premio richiesto dalla compagnia assicurativa che deve necessariamente recuperare il prima possibile la somma che corre il rischio di dover erogare.

Dove finisce il PREMIO: CALCOLO DEL RENDIMENTO

Il premio pure costituisce una somma di denaro che come la quota richiesta con il caricamento non è investita e non costituisce parte del capitale che dovrà essere erogato al soggetto assicurato. La compagnia assicuratrice acquista titoli di stato e rivaluta costantemente la somma rimasta al nostro capitale assicurato, ovvero le 965 euro del nostro esempio, in rapporto al rendimento del fondo assicurativo. Il nostro capitale assicurato, oramai sceso a 965 euro, è rivalutato anno per anno in base al tasso tecnico e al tasso di retrocessione, che costituiscono i parametri fondamentali nel calcolare "il guadagno" della compagnia assicurativa.

In baso al tasso di retrocessione si ha la quota capitale che il soggetto assicurato recupera, in rapporto alla rivalutazione annuale, mentre il restante è la somma capitale restante alla compagnia assicurativa. Ciò significa che se il tasso di retrocessione è del 90% e se il capitale assicurato con la sottoscrizione della polizza vita in caso vita ha un andamento del 5%, il capitale avrà una rivalutazione annuale di circa il 4,5%.

Tramite il tasso tecnico - che ammonta a circa il 2,5% - si ha invece l'importo esatto del capitale che viene riconosciuto con il rimborso, in caso di scadenza del contratto, o in caso di risarcimento, se si è sottoscritta una polizza vita in caso morte. Tasso tecnico costituisce dunque la somma di denaro che il soggetto assicurato ha garantita nel caso in cui si verifichino gli eventi per i quali è assicurato e la stessa quota è stabilita nel contratto della polizza al momento della sottoscrizione.

COSTO DELL'ASSICURAZIONE VITA: come si calcola?

Di sopra abbiamo visto come calcolare il rendimento della nostra polizza a vita, come guadagnarci nonostante i caricamenti applicati sul capitale, l'importo del capitale che effettivamente rimane nella nostra polizza vita e anche la percentuale di rivalutazione della somma assicurata in rapporto all'andamento del mercato e del guadagno della stessa compagnia assicurativa. Ma esattamente quanto ci costa l'assicurazione vita? Come è possibile fare un rapido calcolo e quali parametri utilizzare per farsi un'idea sui costi? Non è difficile, dal momento che abbiamo già fatto chiarezza sul tasso tecnico che ammonta al 2,5% e sul capitale assicurato, che possiamo facilmente trovare sul contratto sottoscritto nella nostra polizza, per cui è possibile andare a controllare anche in questo istante, nel caso ne aveste già sottoscritta una.

In seguito all'aver verificato la somma di capitale assicurato e la data di scadenza del contratto, è anche importante valutare l'importo del premio che annualmente viene versato. Se l'importo è fisso, non vi sono particolari problematiche nel calcolo. Se invece la richiesta del premio ha un importo variabile in base alla rivalutazione annuale adottata dalla compagnia assicurativa, è necessario calcolare con quali parametri e modalità è stabilito il premio. Per comprendere meglio, osserva la tabella sottostante in cui si mettono in luce i passaggi principali per calcolare il costo della propria polizza vita:

DURATA CONTRATTO DI ASSICURAZIONE VITA TASSO TECNICO QUOTA PREMIO CAPITALE ASSICURATO A SCADENZA
20 ANNI 2,5% 1.000 EURO 25.000 EURO
ANNI DI VERSAMENTO PREMIO RENDIMENTO DELL'ASSICURAZIONE VITA SUL CAPITALE A SCADENZA PREMIO RIVALUTATO CAPITALE FINALE COMPLESSIVO
I ANNO 25 EURO 1.000 + 25 EURO = 1.025 EURO 26.025 EURO
II ANNO 65 EURO CIRCA 1.025 + 65 EURO = 1.090 EURO 27.090 EURO

Articolo letto 33.426 volte

Dott.ssa Maria Francesca Massa