L'assicurazione professionale per i medici è troppo cara

L'assicurazione professionale per i medici è troppo cara, attestandosi attualmente tra i 6 e i 10mila euro, una cifra evidentemente troppo elevata soprattutto per tutti quei giovani professionisti, la cui retribuzione media si aggira in un arco tra gli 800 e i 1200 euro al mese.

L'obbligatorietà delle assicurazioni professionali è destinata a fare discutere molto, nel nostro Paese. Il tema del contendere non è tanto la necessità di dare una copertura finanziaria a lavoratori che ne hanno un assoluto bisogno, proprio in ragione del delicato ruolo svolto, ma il peso finanziario cui si devono sottoporre alcune particolari figure. A partire dai medici, uno dei settori più colpiti in assoluto, se si considera che per poter lavorare in una struttura ospedaliera la polizza professionale è considerata assolutamente indispensabile e per ovvi motivi.


Una polizza troppo onerosa

Per capire l'entità del problema, basterà ricordare come la polizza professionale per i medici, comporti premi assicurativi che oscillano solitamente tra i 6 e i 10mila euro all'anno, in base di parametri come il massimale, l'assenza o meno della franchigia, l'età del professionista, la tipologia delle prestazioni effettuate.

Le polizze professionali per i medici costano troppo

(Le polizze professionali per i medici costano troppo)

Una cifra la quale andrebbe peraltro messa a raffronto con la retribuzione media dei giovani medici chirurghi, assunti con contratti di ricerca, oppure dottorati o agenti in qualità di liberi professionisti, la quale si aggira solitamente in una forbice compresa tra gli 800 e i 1200 euro mensili.


Il provvedimento allo studio in Senato

Va però ricordato come qualche cosa in questo senso si vada muovendo a livello parlamentare. Rispondendo al quesito posto da un giovane professionista, proprio in ordine all'impossibilità di fare fronte a premi assicurativi così elevati da parte dei giovani medici, Federico Gelli, il Responsabile Sanità del Partito Democratico, ha voluto puntualizzare come sia attualmente allo studio presso la competente Commissione del Senato un progetto di legge sulla responsabilità professionale. 


La risposta è nell'articolo 10

In particolare, a dare una risposta alla tematica in questione può essere l'articolo 10 del disegno di legge, il quale afferma come, a seguito della conversione in legge del testo, colui che eserciti la professione sanitaria e operi a qualunque titolo in aziende facenti riferimento al Servizio Sanitario Nazionale (SSN), in strutture o in enti privati, sarà obbligato alla stipula di un'adeguata polizza di assicurazione tesa unicamente a garantire efficacia alla possibile azione di rivalsa che l'Aziende potrebbe operare a suo carico. In tal modo il provvedimento punta a dirottare il carico delle possibili richieste risarcitorie dei pazienti dal professionista verso la struttura sanitaria. 


Un sensibile alleggerimento del carico

Proprio rendendo più limitata la responsabilità del professionista, rispetto a quella della struttura rispetto ad oggi, anche per effetto dell'introduzione di un tetto massimo del danno risarcibile e al combinato disposto delle tabelle risarcitorie, le quali potranno essere mutuate da quelle previste all'interno del ddl concorrenza, il risultato finale potrebbe sfociare in un sensibile alleggerimento dei premi attualmente in voga. Un calmieramento che comporterebbe un notevole abbassamento dei costi a carico dei professionisti, se solo si pensa che in base ad alcune simulazioni allo studio in Senato, il costo dei premi assicurativi potrebbe infine attestarsi  intorno ai 50 euro annuali per gli infermieri e ai 250 per i medici.

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Dott. Dario Marchetti