Troppo alto il rischio di alluvioni, le assicurazioni si tirano indietro

Dopo le ipotesi che erano state avanzate nei giorni scorsi sull'obbligatorietà delle polizze contro le catastrofi naturali, le assicurazioni sembrano ora fare un netto passo indietro chiedendo un intervento dello Stato per l'eventuale gestione dei danni, che sarebbe troppo onerosa.

Dopo tanto parlare di una polizza obbligatoria contro le catastrofi naturali, ora sembra che le compagnie assicurative non siano poi così entusiaste di una simile ipotesi, O meglio, potrebbero prenderla in considerazione solo se la polizza diventasse obbligatoria nell'ambito di un sistema misto, magari mettendo in campo incentivi fiscali in grado di ammorbidire il nuovo balzello, in cui lo Stato dovrebbe svolgere la funzione di riassicuratore di ultima istanza, In soldoni: il rischio dovrebbe essere ripartito tra assicurazioni e Stato, con una parte del danno che andrebbe comunque a ricadere sulle casse pubbliche, ovvero proprio l'ipotesi che il governo vorrebbe eliminare dal tavolo della trattativa. 
La posizione delle compagnie è stata illustrata dal numero uno di Ania, Aldo Minucci, nel corso di una audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato e ora sta all'esecutivo l'onere di mettere in campo la mossa successiva. Intanto, però, una cosa sembra diventata chiara: le compagnie giudicano poco redditizio questo tipo di danni, tanto da prevedere una lunga serie di limiti che potrebbero consigliare a chi vorrebbe sottoscriverle di rinunciare. A partire dal fatto che le compagnie non potrebbero di norma assicurare le abitazioni private in caso di inondazioni, come del resto apertamente confessato da alcuni broker, i quali ammettono solo la possibilità di alcune deroghe riguardanti capannoni o siti produttivi.

Immagini dell'alluvione di Genova

(La polizza contro le calamità naturali potrebbe diventare obbligatoria in Italia)

C'è un altro fattore che il governo sembra non aver preso in considerazione, ma le assicurazioni sì: ove si assicurassero i privati, il premio sarebbe elevatissimo in caso di zona a pericolo alluvione o comunque di altro cataclisma, mentre dove esso sarebbe contenuto, il rischio è praticamente inesistente. Tanto che al momento nessuna compagnia starebbe assicurando il rischio di una alluvione a Genova e che gli unici cittadini della Superba assicurati siano quelli che hanno potuto sfruttare la finestra apertasi nel 1994 e poi chiusasi nel 2000, quando la grande alluvione del capoluogo ligure cambiò la carte in tavola. L'unica copertura da allora è rimasta quella statale, con un esborso che ha raggiunto una media di 3,3 miliardi all'anno al fine di dare un sollievo ai genovesi colpiti da catastrofi naturali.
Va ricordato che molte compagnie, come ad esempio Unipol, con le polizze Casa e Difesa Più Casa, rendono molto più facile assicurarsi contro i terremoti che contro le alluvioni. La polizza Sei a casa, del gruppo Generali esclude poi del tutto terremoti e inondazioni. Posta Protezione Casa, polizza offerta da Poste Italiane, se da un lato tutela anche da terremoti e alluvioni, dall'altro fissa la franchigia a 2.600 euro e un tetto di risarcimento che copre solo la metà del valore per il fabbricato assicurato. Chi offre polizze ad hoc, fa poi pagare cifre proibitive, nell'ordine di svariate centinaia di euro
Nonostante ciò, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, in un incontro coi sindaci della provincia di Alessandria, una di quelle finite sott'acqua nel corso delle ultime settimane, ha affermato che il governo sta valutando l'ipotesi, mentre anche il Ministero delle Infrastrutture starebbe lavorando ad un accordo con un gruppo di assicurazioni, per una copertura tale da prevedere lo scarico dei costi, o di una parte di essi, in sede di dichiarazione Irpef.

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Dott. Dario Marchetti