La proposta di legge dei carrozzieri per le RC auto

Anche le associazioni dei carrozzieri hanno varato un progetto di legge per dare soluzione all'anomalia delle RC auto italiane, le più care d'Europa, che suona come una risposta al tentativo delle assicurazioni di sancire l'esclusività delle riparazioni in officine convenzionate.

Il caso RC auto continua a tenere banco nel nostro paese. Dopo la sentenza della Consulta riguardante le microlesioni derivanti da incidenti e il richiamo di Aldo Minucci, presidente di Ania al governo, imperniato sulla richiesta di intervenire su carrozzieri e spese legali, la discussione sembra destinata nuovamente a salire di tono. Una discussione che però non può prescindere da alcuni dati che fanno capire con dovizia di particolari come si tratti di un terreno minato. Nel corso degli ultimi 10 anni, ovvero tra il 2004 e il 2014, in Italia, i prezzi delle assicurazioni sui mezzi di trasporto sono aumentati del 27,9%, un trend doppio rispetto a quello fatto segnare dall'Europa, ferma al 13,6%. Il dato è addirittura oltre il triplo, se si prende il considerazione quanto avvenuto in Germania, ove i rincari si sono attestati all'8% e il quadruplo se il raffronto riguarda i francesi, i quali hanno dovuto spendere appena il 6,6% in più. I dati in questione sono stati forniti dai Carrozzieri di Confartigianato, Cna e Casartigiani i quali hanno tratto spunto dagli stessi per presentare una proposta di legge riguardante le norme in materia di responsabilità civile auto contenute all'interno del Codice della Strada, a nome delle 18.672 imprese artigiane di carrozzeria attive in Italia.

Un ìncidente automobilistico

(Le conseguenze di un tamponamento)

Nel presentare la proposta, Silvano Fogarollo (Carrozzieri Confartigianato), Franco Mingozzi (Cna Autoriparazione) e Mario Coltelli (Casartigiani Autoriparazione), hanno ricordato come in Italia nel corso degli ultimi anni si sia tentato di introdurre norme sulla materia che ove approvate avrebbero non solo leso i diritti dei consumatori, ma anche alterato le regole della libera concorrenza nel settore dell'autoriparazione. Il riferimento, chiaramente, è alla contestata norma stralciata da uno dei decreti emanati dal governo Letta e ora nuovamente proposto dal decreto Concorrenza, che prevede l'esclusiva delle riparazioni in officine convenzionate con le imprese assicurative. Una norma che metterebbe a rischio ben 60mila posti di lavoro e che annullerebbe in pratica la concorrenza, rischiando di riflettersi sulla qualità stessa delle riparazioni, a danno quindi degli utenti. Proprio per cercare di evitare tutto ciò, i carrozzieri hanno messo come obiettivo della loro proposta il raggiungimento di un quadro normativo chiaro, in grado tenere insieme i diritti di cittadini, assicurazioni e imprese di riparazione. Il tutto al fine di arrivare alla definizione di polizze RC auto sostenibili, garantire la scelta del carrozziere di fiducia da parte dei cittadini, tutelare la sicurezza e la concorrenza nel settore delle riparazioni ed eliminare il problema delle truffe.

Un incidente dovuto alla pioggia

(una macchina danneggiata a seguito di un incidente)

La proposta di legge  presentata dai Carrozzieri, si compone di cinque articoli che puntano a riequilibrare il rapporto tra consumatori, assicurazioni e carrozzieri oggi troppo sbilanciato a vantaggio delle compagnie di assicurazione. In caso di incidente, i carrozzieri chiedono che l'assicurato sia libero di scegliere la carrozzeria cui affidare la riparazione, la quale deve essere eseguita a sua volta nel rispetto della conformità con gli standard dei costruttori. Ove l'incidente abbia compromesso la sicurezza del veicolo, i carrozzieri chiedono che sia prevista la revisione dell'auto in oggetto.

Un secondo punto riguarda invece l'obbligo della fatturazione degli interventi riparativi. Il documento emesso deve essere analitico, specificando i tempi e le modalità di riparazione oltre ai ricambi utilizzati, proprio con il fine di poter combattere le frodi denunciate dalle compagnie.

Il terzo punto riguarda invece l'utilizzo pieno della cessione del credito, ovvero uno dei punti contestati dalle compagnie. Esso permetterebbe infatti all'automobilista di ricevere la riparazione in forma specifica, recandosi presso la carrozzeria che ha scelto liberamente e, soprattutto, senza dover anticipare danaro.

Il quarto punto ha come oggetto la difesa della libera concorrenza nel mercato dell'autoriparazione, da ottenere tramite la fissazione di un principio molto semplice: non deve essere concesso alcun vantaggio alle carrozzerie convenzionate con le assicurazioni né prevista alcuna penalizzazione per i carrozzieri indipendenti.
Infine il quinto punto, in base al quale gli automobilisti debbono ricevere il risarcimento integrale dei danni subiti, nel quale vanno compresi i servizi aggiuntivi e complementari della riparazione. Una categoria in cui rientrano voci come  il soccorso stradale, che spesso incidono pesantemente sulla cifra totale.

Va anche ricordato come la proposta di legge prevede l'abrogazione della disciplina del risarcimento diretto e del suo Regolamento, prendendo atto dell'esistenza di una sentenza della Corte costituzionale, la n° 180/2009 che ne ha in pratica sancito la facoltatività. Il tutto anche in considerazione del suo fallimento in relazione alla riduzione dei premi assicurativi. Un ultimo accenno è infine riservato ai periti assicurativi, di cui le associazioni dei Carrozzieri chiedono garanzia di terzietà e indipendenza.

Resta ora da vedere se l'esecutivo vorrà ascoltare i carrozzieri, o continuare a riservare un occhio più attento alle richieste di Ania, due strade evidentemente in rotta di collisione. 

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Dott. Dario Marchetti