I trucchi delle assicurazioni per vendere prodotti non richiesti insieme alle Rc auto

I tanti trucchi messi in campo dalle compagnie assicurative al fine di vendere prodotti accessori non richiesti insieme alle Rc auto, hanno infine costretto l'Ivass e l'Antitrust ad intervenire in maniera congiunta per costringerle ad adottare procedure di vendita online più chiare.

Prima di firmare qualcosa, occorre sempre sincerarsi che il contratto non nasconda clausole insidiose in grado di far lievitare la spesa. Una precauzione che va sempre osservata, anche nel settore delle assicurazioni, anzi, soprattutto in questo particolare comparto, considerato che dovrebbe offrirci una copertura per eventi sfavorevoli che ove non corrisponda alle nostre esigenze, potrebbe provocare eterni rimpianti sino a rovinarci del tutto l'esistenza.

L'intervento congiunto di Ivass e Antitrust

Sono molti coloro che almeno una volta nel corso del loro rapporto con le compagnie assicurative hanno corso il rischio di ritrovarsi con una polizza antincendio acquistata online per sbaglio insieme alla Rc auto. Qualche malizioso a questa punto avrà già pensato: "Perché a te non è mai successo? Che fortuna!"

Ivass e Antitrust hanno deciso di intervenire per stroncare le truffe assicurative

(Ivass e Antitrust hanno deciso di intervenire per stroncare le truffe assicurative)

A confermare questo commento venato di perfidia, arriva però il movimento congiunto di Ivass e Antitrust, teso a operare un'azione di contrasto nei confronti delle compagnie assicurative al fine di vendere polizze non obbligatorie online. Se si muovono questi due organismi, insieme per giunta, vuol dire che la realtà è ormai arrivata a livelli preoccupanti, soprattutto in un paese ove la difesa del consumatore nè mai stata particolarmente severa.

Nel mirino il meccanismo di opt-out

Ad annunciarlo nei giorni scorsi sono state le stesse Authority, le quali hanno provveduto a mettere sotto la lente di ingrandimento non solo le vendite forzate di prodotti, ma soprattutto il meccanismo di "opt-out", quello in base al quale è l'acquirente a dover deselezionare gli acquisti non richiesti, se non vuole ritrovarsi a dover gestire un carrello pieno di servizi che non si volevano affatto comprare e che, soprattutto, oltre a non essere di alcuna utilità, fanno lievitare notevolmente il livello della spesa finale.

L'opt out è un meccanismo che beninteso non riguarda soltanto le compagnie assicurative, se si pensa che in qualsiasi settore legato alla vendita sul web il consumatore viene a trovarsi a dover combattere con una serie di caselle preselezionate di fronte alla quale non sa come regolarsi, con il rischio di sbagliare e pagare un conto più elevato di quello previsto. 

Le due Authority, in particolare, hanno esplicitato il fatto di voler mettere in atto un'azione coordinata contro queste pratiche dopo aver rilevato che alcune imprese di assicurazione operanti attraverso internet, non si fanno scrupolo di presentare  preventivi online in cui abbinano alla copertura Rc auto obbligatoria una serie di garanzie accessorie, come furto e incendio del veicolo, infortuni del conducente, assistenza stradale e tutela legale. Il tutto mediante un meccanismo di preselezione automatica, che costringe proprio il consumatore, ove non sia interessato all'acquisto, a escludere tali garanzie.

Chiunque si sia ritrovato di fronte a questa pratica, sa benissimo che l'impressione sorta al primo impatto riguarda proprio l'obbligatorietà di dover sottoscrivere queste opzioni, che in realtà sono facoltative.

Le compagnie incriminate

Tra le compagnie sottoposte ad investigazione dalle Authority figurano in particolare Linear (Gruppo Unipol) e Zuritel (Zurich) le quali, come fatto sapere dal garante della concorrenza, ai sensi di un'istruttoria che muove i suoi passi dal Codice del consumo, si sono a loro volta impegnate a modificare la procedura di vendita. In pratica, le due compagnie si sono impegnate a sostituire l'attuale procedura con una in cui i prodotti saranno venduti solo ove il consumatore abbia fornito in maniera esplicita il proprio consenso, ovvero la propria volontà di acquistarli, selezionando le relative caselle tramite un click.

Linear e Zuritel sono tra le compagnie incriminate

(Linear e Zuritel sono tra le compagnie incriminate)

Le due compagnie si sono inoltre impegnate a rendere più trasparenti i messaggi pubblicitari e la procedura di acquisto online delle polizze. Il tutto cercando di incrementare la consapevolezza del consumatore nella scelta, tra le offerte delle varie compagnie, tesa a spingerlo alla scelta del prodotto effettivamente più conveniente e in linea con le proprie esigenze.

La richiesta di Ivass

Se Linear e Zuritel rappresentando la punta dell'iceberg sono state in pratica costrette a piegarsi, le loro consorelle si sono comunque viste chiedere da Ivass l'eliminazione entro un termine di novanta giorni dai preventivi online di ogni eventuale abbinamento forzato di garanzie accessorie alla Rc auto. Un abbinamento reputato contrario dall'autorità che regola il mercato assicurativo ai principi di correttezza e trasparenza.

Le cifre rendono chiaro il problema

L'intervento in questione rappresenta però un semplice palliativo, se si pensa che in base ad un report pubblicato proprio da Ivass nel corso della scorsa estate, sarebbero ben 15 milioni i nostri connazionali che pagano polizze occultate che sono state abbinate a beni e servizi di altro tipo, senza essere a conoscenza di avere siglato un contratto di questo tipo al momento dell'acquisto e, per giunta, senza averne ben chiari i costi.
Un fenomeno che riguarda la bellezza di 1.600 tipologie di pacchetti offerti a seguito di accordi commerciali intercorsi tra imprese di assicurazione e operatori economici dei settori più disparati, tra cui concessionari auto, agenzie di viaggi, istituti bancari, società di trasporto aereo o marittimo, fornitori di servizi, produttori di beni di largo consumo, aziende delle telecomunicazioni e molte altre.

Articolo letto 611 volte

Dott. Dario Marchetti