Aumentate del 235% in nove anni le Rc auto

Una recente indagine condotta in concorso da Adusbef e Federconsumatori ufficializza come nel periodo compreso tra il 2004 e il 2013, le polizze assicurative riguardanti gli autoveicoli abbiano visto rincari del 235%, un livello ormai insostenibile per gli automobilisti italiani.

Le Rc auto costituiscono ormai un vero incubo per gli automobilisti del Belpaese. La politica tariffaria adottata dalle compagnie assicurative, ha infatti reso le stesse un vero e proprio lusso in vaste zone del paese, in particolare nelle regioni centromeridionali, ove un neopatentato può arrivare a pagare 6700 euro per poter avere il suo contrassegno assicurativo. Una politica che ha spinto gli utenti all'illegalità di massa, se solo si considera che sulle strade della penisola girano oltre quattro milioni di autoveicoli sprovvisti di copertura assicurativa, con grandi rischi per sé stessi e per gli altri.
Anche le statistiche confermano giorno dopo giorno la gravità dell'anomalia italiana, con le Rc auto attestate su prezzi che sono quasi il doppio della media europea. In questo senso basterebbe ricordare lo studio condotto in concorso tra Adusbef e Federconsumatori, dal quale risulterebbe che le polizze italiane avrebbero fatto registrare nel corso degli anni compresi tra il 2004 e il 2013 un incremento dei prezzi pari al 235%. Mentre sarebbe andata ancora peggio ai motoveicoli, arrivati nello stesso periodo a far segnare un + 480% da record. Se  il prezzo medio di una assicurazione nel 2004 era pari a 391 euro, nel 2013 il livello toccato è 1250 euro. Un aumento che fa capire immediatamente come per molti automobilisti il possesso di un autoveicolo sia ormai un lusso insostenibile.

Un incidente automobilistico

(Nel periodo compreso tra il 2004 e il 2013, le Rc auto sono aumentate del 235%)

Va peraltro considerato che il caro polizze va ad inserirsi in una situazione economica che vede ampi strati della popolazione in difficoltà a causa delle politiche di bilancio decise dai vari governi per porre argine al deterioramento del conti pubblici. In molti casi, la scelta diventa quella di comprimere al massimo le spese, limitando i consumi ed eliminando tutto ciò che non è strettamente necessario. In molti, oltre quattro milioni di utenti, hanno evidentemente deciso che la polizza assicurativa non è una priorità e hanno addirittura smesso di pagarla, costringendo il governo ad approntare provvedimenti, in particolare l'utilizzo di autovelox e altri strumenti elettronici, al fine di stroncare un fenomeno estremamente pericoloso.
Andrebbe ricordato che le Rc auto vanno ad incidere per il 6,5% sugli stipendi dei nostri connazionali, un livello evidentemente troppo alto, soprattutto in un paese ove gli emolumenti dei lavoratori continuano a rimanere su livelli troppo bassi. Se qualcosa è stato fatto negli ultimi anni per cercare di andare incontro alle esigenze degli automobilisti, anche sotto la spinta dei comparatori, che hanno permesso a molti utenti di mettere a confronto le tariffe praticate dalle compagnie, i risultati ottenuti sono però ancora largamente insufficienti. Tanto da spingere il governo a considerare seriamente l'ipotesi di un intervento in grado di limitare almeno in parte le pretese delle compagnie assicurative, che dal canto loro continuano ad additare in truffe, carrozzieri e spese legali i responsabili del caro polizze, senza però fare nulla per rendere più competitivo un mercato sempre più opaco.

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Dott. Dario Marchetti