Arriva la polizza per l'auto senza guidatore?

Dopo il lancio di una polizza per auto senza guidatore da parte della compagnia inglese Adrian Flux, c'è da attendersi una evoluzione simile anche nel nostro Paese, ove però potrebbero essere proprio le stesse case produttrici a entrare in campo per proporre coperture analoghe.

Le vetture a guida semi-automatica, con la loro crescente diffusione e il futuro arrivo di vetture a guida completamente autonoma sono naturalmente destinate a far sorgere una serie di nuove problematiche, tra le quali non vanno dimenticate quelle relative ai profili di responsabilità a carico delle compagnie di assicurazione e degli automobilisti nel caso in cui si verifichi un incidente. La domanda di fondo che ormai sono in molti a porsi e che diventerà ancora più attuale quando verranno commercializzate le vetture a guida completamente autonoma, è la seguente: nel malaugurato caso di un incidente, la responsabilità dovrà essere attribuita al guidatore o al sistema di auto-guida? 

Una domanda chiave

Una domanda che ha spinto già alcuni Paesi a muoversi per non farsi trovare impreparati, cercando di adeguare la normativa nazionale all'evoluzione dell'industria automobilistica. Negli Stati Uniti si sta provando a dare vita ad una collaborazione tra i vari soggetti coinvolti, tesi in particolare ad estendere il concetto di guidatore al sistema A.I. delegato alla gestione autonoma della guida.

L'arrivo dell'auto senza guidatore pone problemi molto complessi anche alle assicurazioni

(L'arrivo dell'auto senza guidatore pone problemi molto complessi anche alle assicurazioni)

Nel Regno Unito sono invece le compagnie di assicurazione ad anticipare i tempi, come fatto da Adrian Flux, una importante compagnia britannica che ha deciso di presentare la sua polizza di assicurazione per auto senza conducente, la prima in assoluto nel Regno Unito. 

La polizza di Adrian Flux

Naturalmente la proposta di Adrian Flux va vista non per le sue implicazioni pratiche, considerato che ancora non si è verificata una diffusione rilevante di vetture a guida semi-autonoma e del tutto autonoma. Nonostante ciò essa è stata considerata molto importante proprio in quanto primo passo verso la discussione di un sistema in grado di sfociare infine in un quadro normativo più adeguato di quello esistente, in relazione alla gestione dei sinistri, in particolare quelli che vedono coinvolte le vetture senza guidatore. Senza scendere troppo nei particolari, possiamo dire che la polizza della compagnia britannica offre una copertura nel caso in cui i danni riportati in un sinistro siano riconducibili a quattro ordini di cause: 

  • ove aggiornamenti o patch di sicurezza di firewall, mappe elettroniche, sistemi operativi e di pianificazione del percorso non siano stati installati nel veicolo entro l'arco di 24 ore dalla notifica che il produttore o il fornitore di software invia solitamente all'utente;
  • nel caso in cui si verifichino un guasto o una interruzione nella fornitura del servizio satellitare che va ad incidere sul sistema di navigazione, oppure funzioni male il sistema operativo o il software fornito dal produttore;
  • nella eventualità in cui un cattivo funzionamento del sistema operativo o di navigazione vada a causare l'impossibilità di attivare il sistema di guida manuale in modo da poter evitare un incidente;
  • ove la vettura sia stata 'hackerata' o comunque oggetto di un tentativo di attacco.

E in Italia cosa accadrà?

Quanto sta accadendo nel settore automobilistico inizia naturalmente a seminare preoccupazione anche in Italia, per ovvi motivi. Il nostro Paese, infatti, mostra grandi difficoltà ad adeguarsi ai mutamenti tecnologici in atto, come del resto dimostra il caso di Uber, per il quale il legislatore non ha ancora deciso come muoversi. 

Nel Regno Unito è già stata lanciata la prima polizza per l'auto senza guidatore

(Nel Regno Unito è già stata lanciata la prima polizza per l'auto senza guidatore)

Al proposito Paolo Ceresi, esperto di Mbs Consulting, la principale società italiana di consulenza per il settore assicurativo, ha affermato che una volta che tutte le vetture siano connesse il mercato delle RC auto muterà profondamente, privilegiando le cosiddette tariffe comportamentali, ovvero quelle che prevedono ad esempio l'utilizzo di dati presi tramite app e relativi ai comportamenti di guida degli utenti. Una strada che inizia già ad affermarsi e che potrebbe far diventare l'assicurazione una attività più business to business rispetto a quanto non sia attualmente, magari con la stipula della polizza direttamente con il produttore all'atto dell'acquisto. Una ipotesi che già fa tremare il polso al settore assicurativo.

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Dott. Dario Marchetti